Adoro Nero Wolfe. Lo dice uno che non ama tanto le fiction ossia le serie italiane. Le fiction parlano sempre delle stesse cose: di mafiosi, personaggi realmente esistiti o storie d'amore. Non parliamo poi della recitazione italiana. C'è qualche rara eccezione ossia Boris che è stato trasmesso da Sky, ma snobbato dalla Rai, anzi RaiTre l'ha perfino trasmesso in seconda serata. Un'altra eccezione è Nero Wolfe trasmesso su RaiUno e guarda caso ritroviamo come protagonisti due attori di Boris: Francesco Pannofino e Pietro Sermonti.
Nero Wolfe, creato da Piero Bodrato e basato sui libri di Rex Stout, è un'operazione simile Sherlock della BBC dove avevamo Sherlock Holmes ai giorni nostri, sempre basato sui libri di Arthur Conan Doyle. In Nero Wolfe Bodrato sposta le avventure dell'investigatore americano da New York a Roma. Con Nero Wolfe ci viene mostrato uno spaccato dell'Italia degli anni quaranta. In un episodio ci viene mostrato un personaggio che gira un carosello, al giorno d'oggi chi sa cos'è un carosello.
Essendo basati sui libri, i personaggi sono sempre gli stessi, ma a volte i nomi cambiano ossia si mettono quelli italiani al posto di quelli americani, mentre gli unici nomi originali che rimangono sono ovviamente quelli di Nero Wolfe e Archie Goodwin. I personaggi fissi che ritroviamo in tutti i libri scompaiono e al loro posto compaiono quelli locali: il commissario Graziani al posto dell'ispettore Cramer, i tre investigatori che lavorano per Nero Wolfe vengono sostituiti dal romano Lanzetta, interpretato da Michele La Ginestra, e il cuoco Fritz viene sostitutito da Nanni (interpretato da Andy Luotto che nella vita reale è veramente un cuoco.)
Questa serie ha successo anche per la bravura dei due attori protagonisti. Francesco Pannofino è un'ottimo Nero Wolfe. Riesce bene a caratterizzare il detective americano sedentario, amante della cucina italiana e delle orchidee. Tra l'altro adoro Pannofino come attore, il René Ferretti di Boris era spettacolare, e doppiatore, sono sue le voci italiane di George Clooney e Denzel Washington. Pietro Sermonti, uno dei miglior attori italiani, si cala bene nella parte di Archie Goodwin, ma ormai quando vedo Sermonti che fa un ruolo diverso, vedo sempre Stanis. Non ci posso fare niente. Poi, il personaggio dell'ispettore Graziani, interpretato da Marcello Mazzarella, con la sua parlata siciliana, mi fa troppo ridere.
Non è il primo Nero Wolfe italiano. C'è già stato Tino Buazzelli che l'aveva interpretato sempre su RaiUno nel 1969. Uno dovrebbe rivedere lo sceneggiato italiano per fare poi un confronto la serie del 2012. Tra l'altro, Tino Buazzelli era più adatto, fisicamente parlando, di Francesco Pannofino a interpretare Nero Wolfe. Dobbiamo ricordarci che il Nero Wolfe di Stout, essendo un grande amante della buona cucina, era grasso e Buazzelli era più robusto di Pannofino, ma almeno il secondo recupera con un'ottima recitazione.
Per chi vuole vederselo, lo fanno ogni giovedì alle 21.10 su RaiUno, se amate il genere visto che è un giallo classico dove l'investigatore privato viene chiamato a indagare su un delitto, ma anche se non amate il genere, i due attori protagonisti sono bravissimi. Voglio una seconda stagione perché questa serie spacca alla grande. D'ora in poi quando leggerò Nero Wolfe, mi immaginerò sempre le facce di René e Stanis, ovvero Francesco Pannofino e Pietro Sermonti.
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