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giovedì 21 giugno 2012

L'inverno sta arrivando


L'inverno sta arrivando, anche se sarebbe il caso di dire che l'estate sta arrivando visto che oggi è il 21 giugno 2012 e fa un caldo micidiale. Ho messo questo titolo per parlare di una serie televisiva di genere fantasy a cui mi sto appassionando troppo ovvero Games of Thrones trasmesso su Sky con il titolo Trono di Spade.

Games of Thrones è un fantasy atipico. Non ci sono né buoni né cattivi come in tutti i fantasy, anzi qui tutti i personaggi agiscono per i loro interessi. Secondo il mio parere, i personaggi  più positivi sono gli Stark e i personaggi più negativi sono i Lannister, in primis Geoffrey e già dal primo episodio capiamo quanto questo personaggio sia uno psicopatico micidiale, nonostante sia solo un ragazzino. E' un telefilm corale visto che ci sono tanti personaggi che appartengono a varie casate, ma il personaggio centrale è Eddard Stark, che ha il volto di Sean Bean, attore diventato noto per aver interpretato Boromir nel Signore degli Anelli.  

Parlando dell'ottima sceneggiatura di David Benioff e D. B. Weiss basata sui libri di George R. R. Martin Games of Thrones segue una struttura orizzontale. In parole povere, tutta la serie è basata più sui personaggi che sui fatti. Quindi, raramente ci sono combattimenti come ce ne sono in tutti i fantasy. Tutto il plot è dato appunto dagli personaggi che aspirano al potere ossia al Trono di Spade dove si siede il re dei sette regni. Così in ogni episodio troveremo complotti e intrighi. E' come se Shakespeare incontrasse il fantasy.

Il mio personaggio preferito è Sansa Stark, figlia di Eddard Stark. Questo personaggio è interpretato dall'attrice inglese Sophie Turner, anche se la preferisco quando interpreta Sansa perché i capelli naturali dell'attrice sono biondi, mentre invece quando interpreta Sansa ha i capelli rossi. Inoltre, adoro troppo il suo accento britannico.


Games of Thrones è una serie che merita. Può piacere agli amanti del fantasy, ma può piacere anche a chi non è cultore di questo personaggio perché i personaggi sono ben scritti. E' un telefilm che va visto subito perché, come direbbero gli Stark, Winter is coming.







domenica 29 aprile 2012

Nero Wolfe


Adoro Nero Wolfe. Lo dice uno che non ama tanto le fiction ossia le serie italiane. Le fiction parlano sempre delle stesse cose: di mafiosi, personaggi realmente esistiti o storie d'amore. Non parliamo poi della recitazione italiana. C'è qualche rara eccezione ossia Boris che è stato trasmesso da Sky, ma snobbato dalla Rai, anzi RaiTre l'ha perfino trasmesso in seconda serata. Un'altra eccezione è Nero Wolfe trasmesso su RaiUno e guarda caso ritroviamo come protagonisti due attori di Boris: Francesco Pannofino e Pietro Sermonti.

Nero Wolfe, creato da Piero Bodrato e basato sui libri di Rex Stout, è un'operazione simile Sherlock della BBC dove avevamo Sherlock Holmes ai giorni nostri, sempre basato sui libri di Arthur Conan Doyle. In Nero Wolfe Bodrato sposta le avventure dell'investigatore americano da New York a Roma. Con Nero Wolfe ci viene mostrato uno spaccato dell'Italia degli anni quaranta. In un episodio ci viene mostrato un personaggio che gira un carosello, al giorno d'oggi chi sa cos'è un carosello.

Essendo basati sui libri, i personaggi sono sempre gli stessi, ma a volte i nomi cambiano ossia si mettono quelli italiani al posto di quelli americani, mentre gli unici nomi originali che rimangono sono ovviamente quelli di Nero Wolfe e Archie Goodwin. I personaggi fissi che ritroviamo in tutti i libri scompaiono e al loro posto compaiono quelli locali: il commissario Graziani al posto dell'ispettore Cramer, i tre investigatori che lavorano per Nero Wolfe vengono sostituiti dal romano Lanzetta, interpretato da Michele La Ginestra, e il cuoco Fritz viene sostitutito da Nanni (interpretato da Andy Luotto che nella vita reale è veramente un cuoco.)

Questa serie ha successo anche per la bravura dei due attori protagonisti. Francesco Pannofino è un'ottimo Nero Wolfe. Riesce bene a caratterizzare il detective americano sedentario, amante della cucina italiana e delle orchidee. Tra l'altro adoro Pannofino come attore, il René Ferretti di Boris era spettacolare, e doppiatore, sono sue le voci italiane di George Clooney e Denzel Washington. Pietro Sermonti, uno dei miglior attori italiani, si cala bene nella parte di Archie Goodwin, ma ormai quando vedo Sermonti che fa un ruolo diverso, vedo sempre Stanis. Non ci posso fare niente. Poi, il personaggio dell'ispettore Graziani, interpretato da Marcello Mazzarella, con la sua parlata siciliana, mi fa troppo ridere.

Non è il primo Nero Wolfe italiano. C'è già stato Tino Buazzelli che l'aveva interpretato sempre su RaiUno nel 1969. Uno dovrebbe rivedere lo sceneggiato italiano per fare poi un confronto la serie del 2012. Tra l'altro, Tino Buazzelli era più adatto, fisicamente parlando, di Francesco Pannofino a interpretare Nero Wolfe. Dobbiamo ricordarci che il Nero Wolfe di Stout, essendo un grande amante della buona cucina, era grasso e Buazzelli era più robusto di Pannofino, ma almeno il secondo recupera con un'ottima recitazione.

Per chi vuole vederselo, lo fanno ogni giovedì alle 21.10 su RaiUno, se amate il genere visto che è un giallo classico dove l'investigatore privato viene chiamato a indagare su un delitto, ma anche se non amate il genere, i due attori protagonisti sono bravissimi. Voglio una seconda stagione perché questa serie spacca alla grande. D'ora in poi quando leggerò Nero Wolfe, mi immaginerò sempre le facce di René e Stanis, ovvero Francesco Pannofino e Pietro Sermonti.

martedì 24 aprile 2012

Misfits


Dopo essermi visto l'ultimo episodio della terza stagione di Misfits è giunto il momento di parlare questo strepitoso telefilm.

La serie, di stampo inglese, è creata da Howard Overman. La premessa di questo sceneggiatore era sì di raccontare la vita di cinque giovani, e dunque un teen drama, ma con l'aggiunta di una cosa nuova: i poteri. 

Il primo episodio ci mostra cinque ragazzi che si ritrovano insieme in un centro di recupero a fare i sociali sociali per piccoli reati. Durante il loro lavoro questi cinque verranno investiti da una tempesta che darà loro dei poteri. 

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Scordatevi del motto di Spiderman in Misfits. Questi ragazzi, sebbene abbiano dei super poteri, non si metteranno dei costumi e faranno i supereroi, ma continueranno a fare la loro vita come se niente fosse. Ricorda molto Heroes come tematica e infatti viene perfino citato in un episodio.

I poteri di questi disadattati (misfits in inglese significa appunto disadattati) non sono casuali. Ogni potere rispecchia la loro personalità. Così, Kelly, che è la ragazza pettegola, ha il potere di leggere il pensiero degli altri. Alisha, che è una ragazza che a va a letto con tutti, ha questo potere che ogniqualvolta che uno la tocca ha voglia di fare sesso con lei. Curtis, essendo un corridore, ha il potere di riavvolgere il tempo. C'è poi Simon che, essendo timido, ha il potere di diventare invisibile. Infine c'è Nathan che sembra che non abbia nessun potere, ma alla fine della prima stagione si scoprirà il suo potere.

Come si è già detto, questi ragazzi non indosseranno nessun costume per salvare il mondo, al massimo la loro uniforme è la tutina arancione che devono indossare per fare i servizi sociali. Misfits, con un uso di un linguaggio forte, descrive bene questi ragazzi della società inglese. Ogni episodio che è incentrato su ognuno di loro, vedranno questi disattati alle prese con altre persone che hanno poteri anche perché loro non sono gli unici che sono stati investiti dalla tempesta.

Il personaggio meglio riuscito? Quello di Nathan, interpretato da Robert Sheehan. Questo personaggio si caratterizza per la sua forte parlantina e non ha i peli sulla lingua. Scherza su ogni cosa. In pratica, è il cazzone del gruppo. Purtroppo, il suo personaggio non è presente nella terza stagione, pare per il volere dello stesso attore, e il motivo della scomparsa dalla serie viene narrato nel webisode Vegas Baby. Nella terza stagione il suo posto viene preso da un nuovo personaggio, Rudy, che ha più o meno lo stesso carattere di Nathan.

Devo dire che la terza stagione mi è piaciuta moltissimo, nonostante non ci sia Nathan. C'è molta azione e viaggi nel tempo, tema di fantascienza che io adoro.

Diciamo che questa serie va vista in lingua originale e poi non è difficile capirlo visto che la lingua è un inglese britannico. La voce italiana di Nathan non rende tanto bene il personaggio. Se lo vedete in lingua originale, guardatelo con i sottotitoli perché senza quelli è difficile capire cosa dice il personaggio di Kelly.

La webserie Freaks ha provato a fare la versione nostrana di Misfits, ma non c'è riuscito. La serie ha avuto tanto successo perché tra gli attori figurava Gugliemo Scilla, alias willwoosh, anche co-sceneggiatore, che è la star più seguita del web. In Freaks manca totalmente la sceneggiatura e la serie è stata scritta da persone che non sanno niente di sceneggiatura, poi è piena di buchi di sceneggiatura. Per giustificarsi hanno detto che avrebbero spiegato ogni cosa nella seconda stagione. Ripeto, Freaks non è stata scritta da veri sceneggiatori, però devo dire che ha una bella regia e una bella colonna sonora.

Invece, in  Misfits la sceneggiatura è scritta bene, anzi più che bene. C'è conflitto interno ( i misfits dovranno affrontare le loro paure che sono quelle di tutti i giovani della loro età) e conflitto esterno ( i misfits si ritroveranno ad affrontare altre persone con poteri).

Non c'è nient'altro da dire su questa serie ben scritta. Finisco con una battuta che dice Nathan nell'ultimo episodio della prima stagione, Save me Barry



sabato 10 marzo 2012

Glee vs Smash: Il musical sul piccolo schermo

Un nuovo genere, che era esclusivamente cinematografico, ossia il musical, approda in questo periodo in televisione. Il musical sul piccolo schermo viene rappresentato da due serie televisive di successo: Glee e Smash.

Attenzione. Non voglio dire che Glee e Smash hanno portato il musical in televisione. Prima di loro abbiamo assistito a qualche esibizione musical in Xena - Principessa Guerriera, Buffy l'ammazzavampiri (tra l'altro Joss Whedon ha pure diretto un episodio di Glee), Scrubs e How I met your mother (Neil Patrick Harris fa la guest star nello stesso episodio di Glee diretto da Joss Whedon). In questo caso si parla però di un'esibizione musical in un solo episodio del telefilm. Ogni episodio di Glee e Smash è un musical.

Glee narra appunto di un glee club, ossia di un coro liceale, che in ogni stagione si deve preparare per le gare tra i glee club di vari licei. La particolarità dei New Directions, nome di questo glee club, è formato prevalentemente dai losers della scuola. Attraverso il coro questi "sfigati" si riscattano.
La serie creata da Ryan Murphy mescola quindi teen drama al musical e così ogni episodio di Glee contiene in media quattro - cinque numeri musicali. Ogni canzone di Glee è una cover di una canzone famosa o è tratta da un musical, solo in un episodio hanno usato canzoni originali, Original Song. Così. questa serie televisiva ha la possibilità di far conoscere al nuovo pubblico vecchie canzoni di successo. La particolarità di Glee è che alcune canzoni che si sentono in qualche episodio sono dei mash - up ossia quella tecnica musicale di fondere due canzoni diverse in una sola canzone. Vi posto un mash - up che ha avuto molto successo in Glee: Rumour Has It/ Someone like you cantata dalle Trouble Tones, un glee club formato esclusivamente da sole ragazze. Come dice il titolo stesso, questo mash - up è formato da due canzoni di Adele e penso che sia il miglior mash - up di tutta la serie. Tra l'altro questo mash - up si è sentito recentemente anche in radio. 


Smash segue invece la scia del musical nei primi anni del sonoro di Busby Berkeley, regista e coreografo, cioè il backstage musical. Questo tipo di musical narra l'allestimento di uno spettacolo di Broadway e la sua musica riflette il dolore della separazione poiché il musical di berkeley era molto influenzato dai temi della Depressione.
Così, questa serie televisiva, prodotta da Steven Spilberg, narra di un allestimento di un musical su Marilyn Monroe. Seguiamo in questo modo le vicende dei due compositori che devono ancora finire scrivere il musical, uno gay (tra l'altro l'attore assomomiglia fortemente ad Artie di Glee) e una donna sposata in attesa di adottare una bimba cinese, un produttrice prossima al divorzio, un ragazza che vuole sfondare nel mondo dello spettacolo ma nel frattempo fa la cameriera, un regista coreografo inglese molto irritante e così via.
A differeza di Glee, Smash usa canzoni prevalentemente originali poiché i personaggi devono provare un nuovo musical di Brodway, che tutti i personaggi sperano sia uno "smash", termine inglese per indicare "grande successo", ma non mancano anche qui cover di canzoni famose. Posto qui Beautiful di Christina Aguilera cantata in Smash da Katharine McPhee che interpreta Karen Cartwright in Smash e tra l'altro questa canzone è stata usata anche in Glee. cantata da Mercedes, Amber Riley, l'erede di Whitney Houston.



Queste due serie televisive sono completamente diverse tra loro. Prendiamo il target dei due telefilm. Glee è rivolto soprattutto agli adolescenti, mentre invece Smash affronta tematiche più adulte. I numeri musicali di Glee sono più studiati, mentre invece i personaggi di Smash sono più approfonditi nei loro aspetti. Ciò che accomuna i due telefilm è che c'è sempre un gay, ma Glee è ancora più gay. Questo a sottolineare il camp style del musical. Lo stile camp è, secondo gli studi iniziati da Susan Sontag, è un sovvertimento alle regole, e diventa in questo modo lo stile auto riflessivo dei gay. In questo modo lo stile camp permette al musical di passare come un innocuo prodotto di intrattenimento, così come i gay nella quotidianità devono mascherare le proprie tendenze e passare come etero.
Chi vince in questo scontro tra musical televisivi? Glee. Il musical è per definizione puro intrattenimento con tecniche spettacolari e si usa molto l'eccesso dell'immagine. Si è già detto che i numeri musicali di Glee sono molto studiati come il numero di Singing in the rain / Umbrella che si svolge in un palcoscenico dove cade ininterrottamente acqua come se piovesse.



Un altro punto a favore di Glee è Santana Lopez, interpretata da Naya  Rivera, il mio personaggio preferito.
Figa, vero. Peccato che in Glee sia lesbica. Ve l'avevo detto che Glee era un telefilm gay. Per adesso vince Glee, ma Smash potrebbe ancora stupirmi poiché di questo telefilm si sono visti per adesso solo tre episodi.

In conclusione il pubblico televisivo di questo periodo vuole dal piccolo schermo puro intrattenimento di evasione dove il musical rappresenta appunto una fuga dalla realtà. Quindi, per che in Italia non si fa una cosa del genere invece di fare le solite fiction sui mafiosi?