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sabato 10 marzo 2012

Glee vs Smash: Il musical sul piccolo schermo

Un nuovo genere, che era esclusivamente cinematografico, ossia il musical, approda in questo periodo in televisione. Il musical sul piccolo schermo viene rappresentato da due serie televisive di successo: Glee e Smash.

Attenzione. Non voglio dire che Glee e Smash hanno portato il musical in televisione. Prima di loro abbiamo assistito a qualche esibizione musical in Xena - Principessa Guerriera, Buffy l'ammazzavampiri (tra l'altro Joss Whedon ha pure diretto un episodio di Glee), Scrubs e How I met your mother (Neil Patrick Harris fa la guest star nello stesso episodio di Glee diretto da Joss Whedon). In questo caso si parla però di un'esibizione musical in un solo episodio del telefilm. Ogni episodio di Glee e Smash è un musical.

Glee narra appunto di un glee club, ossia di un coro liceale, che in ogni stagione si deve preparare per le gare tra i glee club di vari licei. La particolarità dei New Directions, nome di questo glee club, è formato prevalentemente dai losers della scuola. Attraverso il coro questi "sfigati" si riscattano.
La serie creata da Ryan Murphy mescola quindi teen drama al musical e così ogni episodio di Glee contiene in media quattro - cinque numeri musicali. Ogni canzone di Glee è una cover di una canzone famosa o è tratta da un musical, solo in un episodio hanno usato canzoni originali, Original Song. Così. questa serie televisiva ha la possibilità di far conoscere al nuovo pubblico vecchie canzoni di successo. La particolarità di Glee è che alcune canzoni che si sentono in qualche episodio sono dei mash - up ossia quella tecnica musicale di fondere due canzoni diverse in una sola canzone. Vi posto un mash - up che ha avuto molto successo in Glee: Rumour Has It/ Someone like you cantata dalle Trouble Tones, un glee club formato esclusivamente da sole ragazze. Come dice il titolo stesso, questo mash - up è formato da due canzoni di Adele e penso che sia il miglior mash - up di tutta la serie. Tra l'altro questo mash - up si è sentito recentemente anche in radio. 


Smash segue invece la scia del musical nei primi anni del sonoro di Busby Berkeley, regista e coreografo, cioè il backstage musical. Questo tipo di musical narra l'allestimento di uno spettacolo di Broadway e la sua musica riflette il dolore della separazione poiché il musical di berkeley era molto influenzato dai temi della Depressione.
Così, questa serie televisiva, prodotta da Steven Spilberg, narra di un allestimento di un musical su Marilyn Monroe. Seguiamo in questo modo le vicende dei due compositori che devono ancora finire scrivere il musical, uno gay (tra l'altro l'attore assomomiglia fortemente ad Artie di Glee) e una donna sposata in attesa di adottare una bimba cinese, un produttrice prossima al divorzio, un ragazza che vuole sfondare nel mondo dello spettacolo ma nel frattempo fa la cameriera, un regista coreografo inglese molto irritante e così via.
A differeza di Glee, Smash usa canzoni prevalentemente originali poiché i personaggi devono provare un nuovo musical di Brodway, che tutti i personaggi sperano sia uno "smash", termine inglese per indicare "grande successo", ma non mancano anche qui cover di canzoni famose. Posto qui Beautiful di Christina Aguilera cantata in Smash da Katharine McPhee che interpreta Karen Cartwright in Smash e tra l'altro questa canzone è stata usata anche in Glee. cantata da Mercedes, Amber Riley, l'erede di Whitney Houston.



Queste due serie televisive sono completamente diverse tra loro. Prendiamo il target dei due telefilm. Glee è rivolto soprattutto agli adolescenti, mentre invece Smash affronta tematiche più adulte. I numeri musicali di Glee sono più studiati, mentre invece i personaggi di Smash sono più approfonditi nei loro aspetti. Ciò che accomuna i due telefilm è che c'è sempre un gay, ma Glee è ancora più gay. Questo a sottolineare il camp style del musical. Lo stile camp è, secondo gli studi iniziati da Susan Sontag, è un sovvertimento alle regole, e diventa in questo modo lo stile auto riflessivo dei gay. In questo modo lo stile camp permette al musical di passare come un innocuo prodotto di intrattenimento, così come i gay nella quotidianità devono mascherare le proprie tendenze e passare come etero.
Chi vince in questo scontro tra musical televisivi? Glee. Il musical è per definizione puro intrattenimento con tecniche spettacolari e si usa molto l'eccesso dell'immagine. Si è già detto che i numeri musicali di Glee sono molto studiati come il numero di Singing in the rain / Umbrella che si svolge in un palcoscenico dove cade ininterrottamente acqua come se piovesse.



Un altro punto a favore di Glee è Santana Lopez, interpretata da Naya  Rivera, il mio personaggio preferito.
Figa, vero. Peccato che in Glee sia lesbica. Ve l'avevo detto che Glee era un telefilm gay. Per adesso vince Glee, ma Smash potrebbe ancora stupirmi poiché di questo telefilm si sono visti per adesso solo tre episodi.

In conclusione il pubblico televisivo di questo periodo vuole dal piccolo schermo puro intrattenimento di evasione dove il musical rappresenta appunto una fuga dalla realtà. Quindi, per che in Italia non si fa una cosa del genere invece di fare le solite fiction sui mafiosi?

giovedì 8 dicembre 2011

Chi l'ha visto


Per il laboratorio di Matarazzo sono andato con gli altri studenti ad assistere a Chi l'ha visto. E' stata un'esperienza interessante.
Sono arrivato allo studio via Teulada che saranno state le sette e quarantacinque. Ho trovato quattro studenti insieme al professor Matarazzo che quando è iniziato al diretta, se n'è andato. Dopo sono venute due studentesse che da lontano potevano sembrare delle prostitute da come erano vestite.  Alle otto ci hanno fatto entrare. Prima di passare ai tornelli abbiamo dovuto dare i documenti perché eravamo in lista. Una ragazza ha fotocopiato i nostri documenti. A turno la stessa ragazza ci ha chiamati ridandoci i nostri documenti e siamo potuti entrare realmente nella sede della RAI. Ci siamo diretti verso il bar dove avremmo trovato un'altra ragazza della produzione. A uno gli viene da chiedersi: ma alla RAI lavorano solo le ragazze. Questa ragazza ci da delle liberatorie da firmare affinché le telecamere ci possano riprendere. Finito di firmare le liberatorie, si passa al buffet. Eh si, la RAI ci aveva preparato un bel buffet solo per noi con tanto di cameriere che ci dava da bere. Mentre ci abbuffavamo, sono venuti altri studenti. Nonostante ciò, non eravamo sessanta, ma la metà. Gli altri ragazzi che avevano mandato l'email per partecipare poi non sono venuti. Così, la produzione alla fine si è ritrovata con uno studio mezzo vuoto. Per riempire il vuoto la produzione ha dovuto usare il proprio personale che però non veniva mai inquadrato, ma veniva inquadrata l'altra metà dello studio dove c'eravamo noi studenti insieme ad un assicuratore che era un appassionato del programma. Io dico, perché mandare un'email per partecipare ad un programma se alla fine non venite? Se non venite, almeno avvertite almeno per il rispetto delle persone che lavorano in RAI. Si è vista poca serietà con le persone che erano in lista e non sono venute. Ci sono persone che fanno richiesta per venire ad assistere ma questa volta non hanno potuto perché lo studio era tutto riservato per noi, a parte qualche eccezione, come l'assicuratore seduto accanto a me. Nonostante tutto, la Sciarelli è stata carinissima con noi e ad un certo punto ci ha pure citati durante la diretta.
Da questa esperienza ho visto il mondo della televisione dall'interno. La sala regia non ha solo i monitor collegati con le telecamere presenti in studio, ma ha anche i monitor dove possono vedere gli altri canali. Probabilmente, è per vedere cosa fa la concorrenza, soprattutto Canale 5. Ci sono in totale tre telecamere in studio, mi riferisco a Chi l'ha visto, perché altri programmi possono avere più di tre telecamere. Quando la Sciarelli guarda in telecamera, davanti a sé ha sempre un monitor dove vede ciò che vediamo noi a casa. Sotto questo monitor c'è un timer che indica quando finisce un servizio o la pubblicità per vedere quando ritornare in studio. Durante una pausa pubblicitaria ci sono sempre i truccatori che entrano in studio per truccare la conduttrice.
Per concludere dico solo che per tutta la durata del programma sono stato ripreso perché ero dietro alla conduttrice. La fortuna (o sfortuna?) di essere seduti in prima fila. Comunque, per me non è piacevole stare in televisione. Ci sono troppe luci per i miei gusti. Mai dire mai.