Una parola per definire Gran Torino di Clint Eastwood è capolavoro. La locandina già ci dice di cosa parla il film: un uomo che difende la propria macchina, la Gran Torino, a cui è molto legato.
Walter Kowalski vive in un quartiere di immigrati ed è molto razzista. Quando Tao, un ragazzo mong, suo vicino, dopo aver tentato di rubargli la macchina, per scusarsi si mette a lavorare per Walter e tra i due nascerà un'amicizia inaspettata.
E' una film contro razzismo, anche se il protagonista stesso è razzista. Infatti, chiama i suoi vicini mong "musi gialli". Il razzismo del personaggio di Clint Eastwood è particolare perché non discrimina le razze, cosa che tra l'altro non dovrebbe esistere perché la razza umana è una sola e quindi userò fin da adesso il termine etnia, ma vuole che ogni persona debba stare con la gente della propria etnia. Questo si vede particolarmente in una scena quando dice ad un irlandese di non fraternizzare con i neri perché questi non lo vogliono. Come si è già detto, il razzismo di Kowalsky non è un vero razzismo poiché con il passare del tempo stringerà un buon rapporto con i suoi vicini mong, soprattutto con Tao. Specifichiamo che i mong non sono cinesi, ma sono un'etnia di popolazione asiatica che possono vivere in alcune regioni della Cina, Thailandia, Vietnam, Laos e Birmania. Parlando sempre di etnia, possiamo vedere che ogni personaggio del film appartenga ad una etnia diversa: il protagonista è polacco, il prete è irlandese, il ragazzo è mong, il barbiere è italiano e così via.
La regia del Clint Eastwood è spettacolare. Si vede molto l'influenza del suo maestro ovvero Sergio Leone e questo lo possiamo per esempio vedere nella scena dove Kowalksi, interpretato da Eastwood, salva la ragazza mong da una gang di neri. Questa scena ricorda molto quella iniziale di Per un pugno di dollari dove il Joe, interpretato magistralmente da Eastwood, fa il gradasso con quattro pistoleri che avevano sparato al suo cavallo. Parlando sempre di western, da ricordare il duello tra lui e la banda mong che ha violentato la sorella di Tao e anche qui ricorda il suo personaggio interpretato nella trilogia del dollaro. Sembra che questa scena finale ripeti quella dei neri, ma non è così e proprio qui che sta la genialità del grande Clint Eastwood.
Parliamo adesso dello stile di Eastwood. La sua regia usa molto lo scavalcamento di campo. Alt. Non sapete cos'è lo scavalcamento di campo? Iniziamo a dire che questa tecnica non va mai usata se si vuole fare il regista. Allora, si deve immaginare che esista una linea immaginaria tra due personaggi data dai loro sguardi e questa linea si chiama asse. Durante le riprese la macchina non deve mai scavalcare questo asse perché questo sarebbe un errore. Così la macchina da presa, se inizialmente sta inizialmente nella parte sinistra della linea dell'asse, poi non può andare nella parte destra. Per esempio, se in una scena di dialogo vediamo nell'inquadratura la spalla destra del personaggio A e nell'inquadratura di risposta dovremo vedere la spalla sinistra del personaggio B. Se si dovesse vedere la spalla destra del personaggio B, si crea appunto lo scavalcamento del campo e sembra che i due personaggi si siano scambiati la posizione.
Dicevamo appunto che lo stile di Eastwood è dato proprio dallo scavalcamento di campo. In Gran Torino se ne trovano molti esempi. Ricordiamo sempre la scena dei bulli neri. Qui c'è uno scavalcamento di campo, ma Eastwood lo usa magistralmente per confondere lo spettatore visto che è una scena di grande tensione. Ebbene, in realtà ciò che fa Eastwood non sono degli errori, ma i suoi scavalcamenti di campo sono motivati.
Un giovane regista deve conoscere bene la regola dello scavalcamento di campo. Ovviamente se si vuole infrangere questa regola, si deve avere una grande esperienza come il grande Clint.

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