domenica 27 maggio 2012

C'era una volta il west (ma c'ero anch'io)


C'era una volta il West (ma c'ero anch'io) di Sergio Donati è un libro che consiglio vivamente, se amate Sergio Leone come me, inoltre il libro costa pochissimo, anche perché è un libricino. Sergio Donati è sceneggiatore di C'era una volta il West e Giù la testa, ma è anche sceneggiatore non accreditato di Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto, il cattivo.

Il libro si divide in due parti. La prima parte, C'era una volta il West, racconta tutta la sua esperienza con Sergio Leone. Inizialmente, Leone gli aveva proposto di scrivere Per un pugno di dollari basandosi su La sfida del samurai di Akira Kurosawa, ma Donati aveva rifiutato pensando che un film del genere non avrebbe mai avuto successo. Poi, quando ha visto che un film del genere faceva successo, ha accettato di lavorare con Leone dopo che questi gli aveva proposto di dargli una sistemata alla sceneggiatura di Per qualche dollaro in più scritta da Luciano Vincenzoni. Ovviamente, lui faceva il "negro" e quindi non era stato accreditato. Diventerà sceneggiatore ufficiale di Sergio Leone in C'era una volta in West. Qui sotto c'è la scena finale di Per qualche dollaro in più riscritta da Sergio Donati.



Nella seconda parte (ma c'ero anch'io) Donati parla della sua esperienza nel cinema post Leone. E soprattutto dà qualche consiglio a qualche aspirante sceneggiatore. Io l'ho conosciuto e mi sembra una persona disponibile. Mi ha regalato il suo libro, facendomi una dedica.


Cliccando qui potete andare sul sito di Sergio Donati dove mette tanti consigli e link per gli aspiranti sceneggiatori. Tra l'altro lui tiene anche un corso di sceneggiatura alla scuola Omero.

Per finire vi posto un estratto da C'era una volta il West (ma c'ero anch'io) di Sergio Donati.

Ama , si: e gli amori sul set obbediscono a regole quasi fisse: la segretaria di edizione ha quasi sempre una storia d'amore con l'operatore alla macchina, perché sono continuamente a contatto per via dei metri di pellicola usati nelle riprese. I direttori della fotografia sono sessualmente attivissimi, ed è comprensibile perché stanno sempre lì a maneggiare carezzevolmente la faccia dell'Attrice per cancellarle più difetti possibili, ed è giusto che raccolgano una natura ricompensa.

Il regista, invece, (eccettuato qualche noto maniaco che lo fa solo per "quello"...) di solito è votato alla castità durante le riprese. Primo perché ha altro da pensare e come si sa il copione non vuole pensieri - e secondo perché deve tenere a bada quel po' po' di circo turbolento e se ha una favorita perde subito autorità.

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