lunedì 7 maggio 2012

The Prestige

E' il momento di parlare di The Prestige un capolavoro di quel genio che porta il nome di Christopher Nolan. Il film narra essenzialmente della sfida tra due prestigiatori per dimostrare chi è il miglior prestigiatore nella Londra del diciannovesimo secolo. E' una sfida che purtroppo avrà delle conseguenze gravi, bloody competion, definita appunto da uno dei due prestigiatori

Inizialmente i due prestigiatori, Angier (Hugh Jackman) e Borden (Christian Bale) sono due amici che lavorano insieme a Cutter, il loro mentore anziano (Michael Caine). Dove ho già visto Christian Bale e Michael Caine insieme dove il secondo fa sempre il mentore al primo? Batman Begins sempre dello stesso regista. Comunque, in uno di queste esibizioni sul palco perde la vita la ragazza di Angier per colpa di Borden. Così i due amici si separano e iniziano la loro carriera da solisti, Angier prende il nome d'arte di The Great Danton e Borden quello di The Professor. Comincia così la bloody competition. Si inventano ogni tipo di gioco di prestigio dove uno viene sabotato dall'altro finché Borden non inventa l'illusione di The Transported Man dove Borden entra in una porta per riapparire poi un'altra porta, un'illusione che riscuote molto successo Cutter dice ad Angier che Borden usa semplicemente un double, ma Angier è convinto che Borden usi un sistema più complesso e andrà negli Stati Uniti per chiedere aiuto a Nikola Tesla, interpretato da David Bowie.

In questo film troviamo tutta la poetica di Christopher Nolan. La trama non lineare lo troviamo in molti film del regista britannico, soprattutto in Following e Memento. La narrazione di The Prestige non è semplice. Il film comincia con  un flashward che poi è l'esposizione di tutto il film, ma dell'esposizione ne parleremo in seguito, per adesso proseguiamo con la narrazione.Vediamo inizialmente Cutter spiegare come funziona un gioco di prestigio a una bambina. Il pubblico penserà ovviamente che la bambina sia la nipote del personaggio interpretato da Michael Caine, ma non è così. Tutta questa scena viene alternata con alcune scene che sono anch'esse dei flashward dove vediamo Borden camuffato che va dietro le quinte per scoprire il segreto del trucco di Angier, ma finirà per essere accusato di omicidio di Angier. In prigione, Borden legge il diario del defunto Angier e ripercorre così tutti gli avvenimenti che hanno portato i due amici ad essere rivali. Abbiamo così due linee temporali che si alternano: presente dove lui è in prigione e il passato rappresentato dal diario. Si alternano così due linee temporali. Dove che ho notato una cosa del genere? Following, il primo film di Nolan fatto con attori sconosciuti ed era particolare perché alternando passato e presente non si capiva una mazza, ma solo la scena finale riesce a rendere tutto chiaro.
Inoltre, si aggiunge così anche una terza, seppure minima, linea temprale rappresentata dal quaderno di appunti di Borden dove si viene a sapere che Olivia aveva tradito Angier per stare con Borden e aveva fatto il doppio gioco con Angier. Questa terza linea temporale si trova all'interno della seconda che a sua volta sta all'interno della prima. Dove che ho già visto qualcosa di simile? Mi in sa in Inception sempre delle stesso regista che però viene quattro anni dopo di The Prestige. Per finire sulla narrazione, il film finisce esattamente come inizia, però adesso sappiamo che la bambina è figlia di Borden. Ritorna la solita domanda: dov'è che ho visto una cosa simile? Memento, sempre di Nolan. Se qualcuno ricorda, il film era particolare per il suo tipo di montaggio dove il film iniziava con la fine e la fine era l'inizio dove trovavamo i titoli di testa che scorrevano all'incontrario.

Anche il tema del doppio ricorre in molti film di Nolan. Pensiamo ai due film di Batman. In Batman Begins si parla di Bruce Wayne, interpretato da Christian Bale, che per combattere il crimine deve diventare un'altra persona ossia Batman. Vengono a crearsi due personalità completamente diverse tra di loro: Bruce Wayne è un miliardario playboy che pensa solo a divertirsi e Batman è il difensore di Gotham City. Questo viene sottolineato da una battuta di Batman: Non è tanto chi sono quanto quello che faccio che mi qualifica. Anche in The Dark Knight il tema del doppio viene a sviluppato. Batman e Joker sono due facce della stessa medaglia: il primo è il cavaliere dell'ordine, mentre il secondo è il cavaliere del caos. Sempre in The Dark Knight il tema della dualità viene sviluppato ulteriormente grazie anche a un terzo personaggio. Harvey Dent conosciuto anche come Due Facce, simbolo per eccellenza della dualità.
Ebbene anche The Prestige sviluppa tantissimo il tema del doppio e penso che sia il tema centrale di tutto il film. Se ben ricordate, Cutter diceva ad Angier che Borden usava un double, ma Angier pensava che Borden usassa un sistema più complesso. Ebbene, Nolan ci dice che la soluzione migliore è quella più semplice. Borden aveva un fratello gemello di cui nessuno sapeva l'esistenza, nemmeno la moglie di Borden. In realtà in tutto il film vediamo il gemello di Borden, ma è camuffato da Fellon con una barba e occhiali. Anche qui Borden e Fellon sono due facce della stessa medaglia. Eravamo entrambi Fellon ed eravamo entrambi Borden, dice alla fine Borden ad Angier. Così, loro due si alternavano i ruoli: una volta uno era Borden e l'altro era Fellon. Uno amava una donna, l'altro amava un'altra donna. Infatti, la moglie Sarah gli chiede se lo ama e Borden risponde oggi no. Da qui capiamo che in quel momento era l'altro Borden che amava Olivia.
Anche il personaggio di Hugh Jackman si sdoppia e più di una volta. Questo avviene grazie alla macchina che viene costruito da Nikola Tesla. Quasi tutti i suoi doppi morivano annegati nella vasca, mentre l'originale si trovava dall'altra parte del teatro. E qui c'è il rischio dell'illusione. Ci voleva coraggio ad entrare in quella macchina ogni sera senza sapere se sarei stato l'uomo della vasca o l'uomo del prestigio, rivela Angier alla fine. Poi, anche da parte di Angier c'è questa ambiguità dell'originale e del doppio. Angier che vediamo nella scena finale è veramene lui o è un doppio e l'originale è morto? Il primo doppio può essere Ruth che era appunto il sosia di Angier. La battuta che dice il primo doppio prima che Angier gli spari è No aspetta, io sono...che cosa voleva dire il primo doppio prima che Angier gli sparasse? Forse, che lui era Ruth? Non lo sapremo, come non sappiamo se quello che si vede alla fine è l'originale o un altro doppio.

L'ossessione è un altro tema ricorrente nel film e lega i due protagonisti del film. Angier è ossessionato dal trucco di Borden e questa ossessione lo porterà ad allontanarsi dalla sua assistente e ragazza che lo tradirà per stare con Borden. Anche Borden è ossessionato alla fine di sapere il trucco di Angier e questo lo porterà alla distruzione. Così, vediamo che Borden e Angier sono la stessa persona ossessionate una dall'altra e finiscono appunto per avere la stessa donna.

Per finire ritorniamo alla scena iniziale.



Ogni numero di magia è composta da parti o atti. La prima parte è chiamata la promessa. L'illusionista vi mostra qualcosa di ordinario, un mazzo di carte, un uccellino o un uomo. Vi mostra questo oggetto. Magari vi chiede di ispezionarlo, di controllare che sia davvero reale, sì, inalterato, normale, ma ovviamente è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamata la svolta. l'illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. Ora, voi state cercando il segreto, ma non lo troverete perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati, ma ancora non applaudite perché far sparire qualcosa non è sufficiente,. Bisogna anche farla riapparire. Ecco perché ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua, la parte che chiamiamo il prestigio.
Cutter nella sua esposizione ci anticipa che tutto il film è un inganno. Possiamo interpretare la promessa, la svolta e il prestigio come i tre atti della sceneggiatura di un film. Infatti, se esaminiamo un qualsiasi lungometraggio, vediamo che ci sono questi tre atti: nel primo atto vediamo qualcosa di ordinario, nel secondo l'ordinario diventa straordinario e nel terzo atto assistiamo al prestigio che corrisponde all'epilogo del film. Christopher Nolan è ben cosciente di questa cosa dei tre atti visto che, oltre ad essere un regista, è anche sceneggiatore.
Così, vediamo che il prestigio, anzi The Prestige è la metafora del cinema stesso. In fondo, il film è un inganno e non corrisponde alla realtà .Il pubblico vede il film perché vuole essere ingannato. Il prestigiatore e il regista creano un inganno per divertire il pubblico. Così, il pubblico che assiste a un gioco di prestigio non è altro che lo stesso pubblico che va al cinema. Nolan non è altro che un maestro dell'inganno e ogni suo film è un prestigio.


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