giovedì 10 maggio 2012

Per un pugno di Leone: Per un pugno di dollari

Apriamo con Per un pugno di dollari di Sergio Leone Per un pugno di Leone, la rubrica dedicata alla filmografia del regista romano a cui Clint Eastwood deve la sua fama. Ogni settimana ci sarà un post dedicato a un film di Leone. La cadenza settimanale di Per un pugno di Leone non è casuale perché in questo periodo Rete 4 sta trasmettendo ogni lunedì sera un film di Sergio Leone e il giorno successivo ci sarà un post dedicato al film trasmesso il giorno prima. Il primo post di questa rubrica lo faccio oggi perché il martedì ero impegnato, ma dalla settimana prossima cercherò di farlo ogni martedì. Faccio questa rubrica per far conoscere a tutti questo regista che ritengo il maestro del cinema, Sergio Leone, che porterò come tesi in autunno. 

Iniziamo dicendo che Per un pugno di dollari non è un film originale. Quando dico un film non originale è perché la storia vediamo in questo film non è nuova. Sergio Leone si è ispirato, anzi diciamo che ha copiato proprio un film giapponese che aveva  visto e che l'aveva colpito. Sto parlando di La sfida del samurai di Akira Kurosawa. Praticamente la storia dei due film era la stessa, ma Leone aveva trasportato l'ambientazione dal Giappone negli Stati Uniti. Così, il protagonista da samurai era diventato un pistolero. Nonostante l'ambientazione diversa, i due film erano identici. Per via di questa somiglianza, Kurosawa aveva fatto causa al film perché non gli aveva chiesto i diritti, ma alla fine sono arrivati a un compromesso. Comunque, un altro film di Kurosawa è stato trasposto in western e sto parlando de I sette samurai che è stato trasformato dagli americani ne I magnifici sette.
Per ritornare a Per un pugno di dollari, questo era un film di riserva. La Jolly Film decise di produrre un western, Le pistole non discutono di Mario Caiano, un western italiano. Poiché a film finito, erano rimasti dei soldi, la Jolly Film decise di produrre un film di riserva con quei pochi soldi che erano rimasti, con la stessa troupe e con la stessa scenografia che poi sarebben diventato Per un pugno di dollari di Sergio Leone è che sarebbe diventato il capostipite di quegli spaghetti western. Siccome ho parlato della stessa troupe, Le pistole non discutono si avvale proprio delle musiche di Ennio Morricone che da Per un pugno di dollari diventerà uno stretto collaboratore di Sergio Leone.

Allora, Per un pugno di dollari è stato girato in 2p ossia con la doppia perforazione. Quindi, è grazie a questo nuovo formato a due perforazioni che si crea un nuovo primo piano per non perdere i più piccoli dettagli del viso ed è il primissimo piano che è tipico del cinema di Leone. Ultimamente il 2p è tornato in auge grazie a un cortometraggio, Full of Life di Giulio Reale che è stato proprio girato in questo formato. Prossimamente, parlerò anche di questo interessante cortometraggio.

Esaminiamo la sequenza iniziale dove vediamo chiaramente tutti quei punti che sono tipici della poetica di Sergio Leone. Non c'è niente da dire sui titoli di testa con le musiche di Ennio Morricone che è un capolavoro e rimanda alla pop art. Passiamo dai titoli di testa all'inquadratura iniziale del film attraverso un raccordo e Leone usa moltissimo il raccordo nei suoi film. Inanzitutto, cos'è un raccordo? Un raccordo è di solito un ponte che di solito lega due sequenze diverse che hanno di solito un diverso spazio e un diverso tempo. Pensiamo a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Nella sequenza iniziale c'è la scimmia che lancia in aria un osso che piano piano diventa un'astronave. In quel momento Kubrick ha usato un raccordo per legare proprio due sequenze con diverso tempo perché siamo passati dalla preistoria al futuro e con diverso spazio perché siamo passati dalla terra allo spazio. Tra l'altro Kubrick E Leone erano amici, un'amicizia che mi ricorda quella che c'è tra Quentin Tarantino e Robert Rodriguez, registi che hanno preso molto da Sergio Leone. Per ritornare a Per un pugno di dollari, il primo raccordo che Leone usa è di tipo visivo perché passa dal bianco dei titoli di testa al bianco che appare che nella prima inquadratura. Poi, in qualche inquadratura dopo Leone userà un raccordo di tipo sonoro che è dato dalle campane. Un'altro raccordo sonoro che appare nel film e che mi aveva colpito era la risata di Silvanito che si legava con la risata di un Rojo.

Sempre nella sequenza iniziale vediamo la violenza, ma una violenza estrema che sarà tipico degli spaghetti western. Proprio questo tipo di violenza è una trasgressione al western americano. Inanzittutto, vediamo degli uomini di Rojo che sparano a un bambino per puro divertimento e questo non si era mai visto nel western americano.

Dopo aver osservato gli uomini dei Rojo sparare al bambino che poi è il figlio di Marisol, la donna di Ramon, interpretato dal bravissimo Gian Maria Volonté, il nostro protagonista Joe, che ha il volto del grandissimo Clint Eastwood, incomincia ad entrare a San Miguel che ricorda vagamente un paese dell'Italia meridionale. San Miguel è un posto che sa di morte. All'inizio di San Miguel vediamo un cappio, simbolo della morte, e la macchina da presa si sposta poi su Joe. Un segno del destino poiché qualche anno dopo la parentesi della Trilogia del dollaro, Clint Eastwood interpreterà stavolta in  un western americano un personaggio che viene impiccato in Impiccalo più in alto di Ted Post, un interessante western che si ispira al cinema di Sergio Leone. Il concetto di morte ci viene dato anche dalle campane del paese che sono un presagio della morte, ma solo alla fine le campane suoneranno per festeggiare la liberazione di San Miguel dalle due famiglie. Anche il tema musicale di Ennio Morricone che si sente spesso in Per un pugno di dollari ricorda moltissimo il tema del Deguello composto da Dimitri Tiomkin che si sente in Un dollaro d'onore di Howard Hawks. Il Deguello era il tema musicale che venne suonato dai messicani durante l'assedio a Fort Alamo ed era perciò simbolo della morte. Così, fin dalla prima sequenza vediamo che Per un pugno di dollari è un film che parla di morte, il mito della morte.

E' questo scenario della morte che conosciamo San Miguel, piccolo paese, al confine tra gli Stati Uniti e il Messico,  dominato da due famiglie: i Rojo e i Baxter. E' perciò un paese dove i poveracci sono alle mercé di questi signori del luogo che hanno il potere. Per un pugno di dollari può essere visto una metafora del potere criminale. Come si è già detto, San Miguel ricorda un paese dell'Italia meridionale, per esempio in Sicilia dove si trova appunto la mafia. Come la mafia, le due famiglie guadagnano a discapito degli abitanti del paese. Per avere supremazia le due famiglie si fanno guerra tra di loro e nella loro guerra coinvolgono gli abitanti di San Miguel. Poi, in questo paese non c'è legge. Infatti, John Baxter si autonomina sceriffo del paese.

Perciò gli abitanti di San Miguel conoscono bene la morte, ma in questo villaggio di morte arriva dal nulla Joe, anche se in realtà il suo nome non viene mai pronunciato e per questo motivo dovrebbe essere L'uomo senza nome, porterà un po di speranza. All'inizio decide di mettersi in mezzo a queste due famiglie per il proprio tornaconto, appunto per un pugno di dollari, e quindi è un personaggio che agisce solo per i soldi. Durante il film scopriamo che il personaggio interpretato da Clint Eastwood è un personaggio buono che decide di liberare Marisol e la sua famiglia dalle grinfie dei Rojo e combattera Ramon e i suoi uomini per liberare il suo amico Silvanito. Ciò che vediamo nella sequenza iniziale è che Marisol abita di fronte al figlio che sta con il padre, ma non possono mai vedersi perché sono soggiogati dai Rojo. Joe è un personaggio positivo in un mondo negativo dominato dalla morte e dalla violenza e dopo aver riportato la vita a San Miguel uccidendo l'ultimo dei Rojo, se ne ritornerà nel nulla da dove era venuto.

Già nella sequenza iniziale assistiamo al primo duello. In questo primo duello notiamo tutto quello stile che caratterizzerà il cinema di Leone, sopratutto nelle scene di duello.
Prima che il duello inizi, Joe dice al becchino di preparare un tre casse e da questa battuta capiamo subito che L'uomo senza nome sta andando ad uccidere tre uomini che precedentemente avevano sparato al suo mulo e in seguito scopriremo che sono gli uomini dei Baxter. Joe va ad affrontare i tre uomini per vendicarsi di ciò che gli avevano fatto appena era entrato in paese. Appena è di fronte agli uomini dei Baxter, fa lo spiritoso, il bullo con altri bulli. Questa scena verrà ripresa tra l'altro dallo stesso Clint Eastwood nel suo Gran Torino che io ritengo il suo capolavoro. Joe fa le battute e gli stessi uomini dei Baxter stanno al gioco ridendo, ma nel momento che Joe scopre il suo poncho, vediamo il vero volto dell'uomo senza nome, il volto di un uomo che vuole uccidere. Infatti, il suo gesto di scoprire il poncho è per mostrare la pistola ed è un gesto di sfida . Da questo momento gli uomini di Baxter non ridono più e uno di loro comincia a preoccuparsi della propria sorte. E' in questo momento che vediamo per la prima volta, il primissimo piano, che ci mostra dettagliatamente il volto del duro Clint Eastwood. Può così cominciare il duello, ma è un duello non convenzionale. Pensiamo ai duelli dei western americani. Abbiamo due che si fronteggiano e solo chi è più veloce può vincere il duelllo. Bene, i duelli di Leone si distinguono dai classici duelli perché usa la diltazione del tempo, il tempo che è un tema molto caro a Leone. Per creare questa dilatazione del tempo Leone usa moltissimi dettagli, come la mano che sta per prendere la pistola, o molti primi piani, in questo caso primissimi piani. Attraverso il montaggio di queste inquadrature si crea così la dilatazione del tempo. Pensiamo a Per qualche dollaro in più, secondo capitolo della Trilogia del dollaro, è l'orologio con il suo carillon che crea la dilatazione del tempo durante il duello tra Mortimer (Lee Van Cleef) e l'Indio (Gian Maria Volontè). Inoltre, pensiamo anche al duello, anzi al triello ne Il buono, il brutto e il cattivo dove tutti sono contro tutti e in questo triello la dilatazione del tempo è data dall'osservazione di ognuno che guarda gli altri due per vedere chi sparerà per primo.
Finito il duello dove sono morti gli uomini dei Baxter, Joe si rimette il poncho e ritorna ad essere quello di prima, divertente e scanzonato. Infatti, ritorna dal becchino con questa battuta, Volevo dire quattro casse.

C'è molto romanticismo nel cinema di Leone. Per romanticismo si intende qualcosa di introspettivo, una nostalgia, un vuoto che porta solo infelicità. In Per un pugno di dollari il romanticismo è rappresentato dalla signora Baxter che viene presentata con una musica che rievoca proprio quella musica romantica. Una donna che rivela tutta la sua tristezza quando vede suo figlio massacrato insieme agli altri dai Rojo.

Ennio Morricone collabora alla sceneggiatura del film. La sua partitura non è un semplicemente  accompagnamento del film, ma una vera e proprio sceneggiatura musicale. Le musiche di Morricone descrivono benissimo la stato d'animo dei personaggi. Pensiamo sempre alla sequenza iniziale di Per un pugno di dollari. Quando Silvanito pronuncia per la prima volta il nome di Ramon, parte quel tema musicale che ricorda il Deguello, quindi, tema della morte. Il rapporto tra musica e film simile a quello di Leone lo troviamo anche nel cinema di Stanley Kubrick, soprattutto in Barry Lyndon.

Direi che per adesso può bastare. Ci vediamo alla prossima puntata di Per un pugno di Leone, ma già qui abbiamo visto lo stile di Leone, il suo modo di vedere le cose, per citare C'era una volta in america.

Ramon : Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, l'uomo con la pistola è un uomo morto.

Joe: Al cuore Ramon, se vuoi uccidere un uomo, devi colpirlo al cuore, sono parole tue, no? Al cuore Ramon, al cuore, altrimenti non riuscirai a fermarmi.



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