Mi interessava principalmente il primo giorno perché era dedicato al cinema di Sergio Leone, colui che ha dato inizio agli spaghetti western. Peccato che questo festival fosse poco pubblicizzato, c'era pochissima gente, anzi quattro gatti. Come ho saputo di questo festival? Me l'ha detto uno che mi sta facendo delle lezioni su Sergio Leone per prepararmi per la mia tesi che finirò verso in autunno e lui a sua volta l'ha saputo da un suo allievo che sta preparando anche lui la tesi su Sergio Leone. Tra l'altro, questo allievo conosce anche lui Giulio Reale, autore del documentario su Sergio Leone, come è piccolo il mondo. Così, si è deciso di andare al primo giorno di questo Westerfestival con Salvo, colui che mi fa lezione su Sergio Leone, e altri due allievi, anche loro appassionati di Sergio Leone. Inoltre, uno di questi due, anzi una visto che è una ragazza, fa anche lei una tesi su Sergio Leone. Bene, in questo periodo ho conosciuto un paio di persone che hanno fatto o che faranno la tesi su Sergio Leone. Salvo ha fatto la tesi su C'era una volta in America di Sergio Leone. Giulio Reale ha fatto una tesi su Sergio Leone, ma una tesi particolare perché è una tesi audiovisiva, una cosa che adesso sarebbe altamente improbabile fare nell'università di adesso, e perciò è un documentario Sergio Leone: The Way I See Things di Giulio Reale. Un giorno dovrei farli conoscere Salvo e Giulio perché sono entrambi appassionati di Sergio Leone ed sono tutti e due siciliani, in paesi che non sono neanche distanti tra di loro. Chissà se si saranno mai incontrati perché entrambi hanno lavorato al Commissario Montalbano, girato appunto in Sicilia. Per finire la ragazza fa la tesi sul rapporto tra immagine e musica in Sergio Leone, mentre Andrea, colui che ci ha fatto venire a conoscenza di questo festival, sulla dimensione politica su Sergio Leone.
Abbiamo preso il treno delle 9.15 da Roma Termini per Orvieto. Il viaggio è durato un'ora e mezza. Nel frattempo abbiamo parlato del più e del meno. Arrivati alla stazione di Orvieto, ci informiamo per sapere come arrivare al Palazzo del Popolo dove si svolge questo festival e veniamo a conoscenza che per arrivare al centro dove c'è questo palazzo dobbiamo prendere la funicolare. I due ragazzi fanno i salti di gioia perché è la prima volta che prendono una funicolare poiché loro, essendo due brasiliani, non hanno mai visto una funicolare in Brasile, ma non è dello stesso parere Salvo che che non è molto entusiasta di prendere una funicolare. Il viaggio sulla funicolare dura poco, ma gente sulla funicolare era tanta
Arrivato nel paese e vero proprio, ci tocca prendere un autobus, anzi un mini auto bus, per arrivare al Palazzo del Popolo. Il mini auto bus percorre le vie strette di Orvieto. Dalla fermata dell'autobus in cui scendiamo non ci mettiamo molto ad arrivare al palazzo. Il palazzo è bello, ma siamo arrivati in anticipo perché il festival non è ancora cominciato visto che sono le le undici e qualcosa e il festival comincia alle quattordici. Così, avendo tempo, ne approfittiamo per farci un giro e magari mangiare qualcosa.
Non vi sto a raccontare il pranzo, ma vi dico senza entrare nei dettagli che io sono quello che ha mangiato di più perché avevo una fame micidiale. Il grande Sergio Leone era uno dalla buona forchetta. C'era una volta Carlo Verdone che si era messo a cucinare per Sergio Leone. Durante il pranzo, il ristoratore chiede ai due brasiliani da dove venissero perché non avevano una faccia italiana, ma a me non aveva chiesto niente ed è strano perché io sono proprio quello che l'aspetto meno italiano.
Finito il lauto pranzo, ci dirigiamo verso il Palazzo del Popolo. Dobbiamo ancora aspettare la proiezione del documentario su Claudio Mancini, ma nel frattempo facciamo il biglietto. Il biglietto costa sette euro e vale per tutti e tre giorni del festival. In omaggio al biglietto un fumetto western, Magico Vento. Con l'aggiunta di tre euro si può fare il biglietto speciale che comprende un fumetto in edizione limitata ossia Tex Willer. Io, da grande amante di fumetti, mi prendo il biglietto speciale con questo Tex Willer in edizione limitata. Allora, scopro che questo fumetto è in miniatura rispetto alla sua versione normale e adesso capisco perché era in edizione limitata. Devo ancora leggerlo e poi si scopre che nonostante la sua dimensione è "grande".
Alle due cominciamo ad entrare. Saliamo in ascensore per salire al terzo piano dove si trova la sala dei 400 dove si proietterà il documentario su Claudio Mancini. La sala è grande con tante sedie, ma durante la giornata verrà riempito, purtroppo, solo un quarto di questi posti. Il documentario non è ancora iniziato, ma nell'attesa uno si ascolta una buona musica ossia quella del maestro Ennio Morricone.
Il documentario, mi pare che si chiamasse Claudio Mancini Story, è stato interessante, anche se alcune interviste sempre a Claudio Mancini l'avevo già visto nel documentario di Giulio Reale. Per chi non sapesse chi sia questo Claudio Mancini, ebbene, lui è uno dei più grandi produttori italiani. E' stato questo Claudio Mancini che ha prodotto Giù la testa e C'era una volta in America. Ha collaborato anche a C'era una volta il west, ma era una semplice comparsata.
Che c'è da dire su Claudio Mancini? Ha fatto la gavetta. E' arrivato dal basso per arrivare in alto. Claudio Mancini ha iniziato come comparsa, per fare poi l'elettricista in molti film. Dopo la sua parentesi da elettricista, ha iniziato a produrre film, ma anche fiction per la televisione come il Commissario Montalbano. Dopo la proiezione del documentario, c'è stato un breve intervento con Claudio Mancini in persona. Dico breve per via del tempo perché dopo sarebbe incominciato la rassegna del cinema indipendente italiano dedicato ovviamente western. Claudio Mancini sarebbe ritornato dopo per fare la tavola rotonda con altri storici collaboratori di Sergio Leone.
Inizia la rassegna del cinema indipendente italiano sempre dedicato al western. Il primo cortometraggio ha problemi tecnici e si riaprono le luci per risolvere questo problema. Intanto, ne approfittiamo per fare una piccola pausa. Nel mentre incontriamo Andrea che è venuto anche lui con l'accredito stampa. Insieme a lui c'è anche una ragazza, anche lei con l'accredito stampa, che frequenta la mia stessa università e che aveva intervistato Giulio Reale. Dopo essere usciti dal palazzo, Salvo e gli altri due ragazzi ne approfittano per prendere un caffè, mentre invece io ero alla ricerca del DVD di C'era una volta in America. Marina, la ragazza che si laurea su Sergio Leone, aveva intelligentemente portato i DVD della Trilogia del Dollaro e della Trilogia del Tempo per farseli firmare da coloro che avevano realizzato il film. Io stupidamente, sapendo che ci sarebbero stati questi grandi ospiti, mica ci avevo pensato a portare i DVD. Pensare che io ho perfino ben due DVD di C'era una volta il west e nessuno dei due è stato portato a questo festival. Per rimediare sono andato alla ricerca del DVD di C'era una volta in America che è l'unico che mi manca, ma non l'ho trovato da nessuna parte. Cioè, in tutta Orvieto non c'era un negozio che vendesse film. C'era una libreria che vendeva anche DVD, ma non aveva ciò che interessava a me. Poi, ci lamentiamo che scarichiamo i film invece di comprarli, se poi è impossibile reperire fisicamente il DVD.
Dopo questa breve pausa ritorniamo nella sala per assistere alla proiezione del cinema indipendente italiano. I cortometraggi sono vedibili, niente di ché, ma ho gradito uno di questi cortometraggi per come è stato girato con una buona fotografia. Adesso arriva la nota dolente. Sempre nella rassegna del cinema indipendente italiano, c'è stata la proiezione dell'unico lungometraggio L'inferno bianco di Stefano Jacurti. Posso dire che questo film è inguardabile. Il film è costato 6.000 euro e mi chiedo in cosa sono stati usati questi usati questi soldi. La sceneggiatura non sta ne in cielo ne in terra. Non parliamo della recitazione perché si vede che è stata fatta da attori non professionisti. Mi chiedo perché girarlo in bianco e nero, scusate abbiamo delle ottime telecamere che riprendono a colori e giriamolo a colori questo maledetto film. A mio parere il western nel cinema indipendente non può funzionare, anche se apprezzo lo sforzo, ma siamo realisti, per girare un western come si deve, bisogna avere i soldi. Prendiamo l'horror che funziona sempre nel cinema indipendente, ma il western no. Confesso che questo sarebbe stato un film che il grande Yotobi avrebbe recensito. Dopo il primo quarto d'ora di film che praticamente non ha raccontato niente, decido di uscire dalla sala insieme agli altri. Pensiamo alla sequenza iniziale di C'era una volta il west che dura esattamente quindici minuti. Ebbene, in quella sequenza non succede niente, ma con'abile messa in scena, riesce a non annoiare il pubblico.
Finita la rassegna del cinema italiano indipendente dedicato al western inizia la tavola rotonda con Claudio Mancini, Sergio Donati, Luca Morsella e Giancarlo Santi. Si può dire che è una vera e propria lezione di cinema con i grandi maestri del cinema perché sono stati tutti collaboratori del grande maestro che porta il nome di Sergio Leone. Abbiamo detto che Claudio Mancini è stato produttore di Giù la testa e C'era una volta in America, ma anche collaborato a C'era una volta nel west facendo un cameo.. Sergio Donati è stato sceneggiatore non accreditato di Per qualche dollaro in più e de Il buono, il brutto e il cattivo, mentre è stato invece sceneggiatore ufficiale di Giù la testa e C'era una volta in America. Luca Morsella è stato invece aiuto regista di Leone in C'era una volta in America ed è figlio di Fulvio Morsella, il braccio destro di Sergio Leone. Per finire Giancarlo Santi è stato aiuto regista di Leone ne Il buono, il brutto e il cattivo e in C'era una volta il west e regista de Il grande duello con Lee Van Cleef.
Una lezione di cinema dove si è detto di tutto. Per esempio, non è vero che il produttore è quello ha sempre i soldi. Per fare il cinema bisogna essere cinici e Sergio Leone era molto cinico. Proprio per questo cinismo Leone si era fatto odiare da tutti, persino da Robert De Niro con cui aveva collaborato in C'era una volta in America, ma l'unico che è stato riconoscente è Lee Van Cleef. A Leone Van Cleef deve tutto perché quando venne chiamato dal regista romano viveva come un barbone vendendo dei quadri che non avevano successo e grazie a Per qualche dollaro in più è potuto ritornare a un tenore di vita più decente. La discussione è andata sulla televisione che non trasmettono più ottime storie come quelle del cinema. Lost è un miracolo, dice uno dei fantastici quattro.
Un punto della discussione che mi ha colpito è che i ragazzi di questa generazione conoscono pochissimo il cinema di Sergio Leone. Uno di loro aveva detto che spera che adesso rete 4 sta trasmettendo ogni lunedì sera un film di Sergio Leone che i giovani si avvicinino di più a questo cinema, il vecchio cinema, anche se è vecchio, è un evergreen. Consideriamo che rete 4 è la Rete dei vecchi, italia 1 è la rete dei giovani, mentre Canale 5 non so come definirlo visto che trasmette programmi come Uomini e Donne e Grande Fratello. A mio parere i film su Sergio Leone avrebbero dovuto essere trasmessi su Italia 1 così avrebbe avuto anche un pubblico giovane. In fondo, e adesso parte la mia dichiarazione blasfema, Dragon Ball è La trilogia del dollaro non sono poi così diversi. Ok. E' finita la mia dichiarazione blasfema e ora si può proseguire.
Dopo la tavola rotonda c'è stata la proiezione del documentario su Sergio Leone di Luca Morsella. Anche questo è stato un documentario interessante e ho imparato cose nuove. Infatti, come il documentario di Giulio Reale, sto cercando di reperire anche questo di Luca Morsella, che purtroppo non si possono comprare da nessuna parte. Però conoscendo di persona gli autori di questi documentari, si possono reperire facilmente. In questo documentario ho imparato cose che non sapevo prima come il fatto che Sergio Leone ed Ennio Morricone frequentavano la terza elementare insieme
Dopo la proiezione del documentario c'è stata la presentazione del libro C'era una volta il west (ma c'ero anch'io) di Sergio Donati con l'autore. Il libro in questione racconta tutta la sua esperienza con Sergio Leone. Finita la presentazione uno poteva comprare i libri per farsi la dedica di Sergio Donati. Io e Marina decidiamo di comprare il libro per farcelo firmare, in fondo erano soldi spesi bene. Alla fine è lo stesso Sergio Donati che ce li regala. E' stato molto disponibile. Quando ha dovuto farmi la dedica, non c'è stato neanche bisogno di dirgli che bisognava scrivere il mio nome con l'acca, perché lo sapeva già. Poi, dopo avermi fatto la dedica, mi ha chiesto da dove viene il mio nome. Ero felice di aver parlato con lo sceneggiatore che ha scritto i miei film preferiti. Cazzo. Un libro regalatomi dallo stesso Sergio Donati con tanto di dedica non succede mica tutti i giorni. Ero al settimo cielo.
Dopo la presentazione del libro c'è stata la proiezione de Il grande duello di Giancarlo Santi e con Lee Van Cleef. Un film che contiene molto citazioni del cinema di Leone. Tra l'altro è da questo film che viene ripreso una musica che viene utilizzato da Quentin Tarantino nel suo Kill Bill. Mi sarebbe piaciuto vedere il film, ma me lo vedrò con calma a Roma o senno avremmo perso il treno per ritornare a Roma.
Sono rimasto soddisfatto di questa giornata, nonostante mancassero ospiti come Nino Baragli, montatore di Leone, ed Ennio Morricone, il maestro di tutte le partiture musicali dei film di Leone. Di loro due c'è stato solo un video messaggio. Si, lo dico ancora per vantarmi, ho un libro regalatomi dal grande Sergio Donati con tanto di dedica. Ho saputo che insegna cinema presso la scuola di scrittura Omero. Pensavo di iscrivermi il prossimo anno al suo corso.
Finisco dicendo una riflessione sul cinema di Leone nei giorni nostri. Abbiamo Quentin Tarantino, Robert Rodriguez e Clint Eastwood che sono stati influenzati dal cinema di Leone, ma quasi nessuno della mia generazione conosce questo maestro del cinema. Si spera davvero che in questo periodo che Rete 4 sta trasmettendo i film di Sergio Leone i giovani ritornino ad apprezzare il cinema di Leone, il Cinema con la C, come direbbe il grande Giulio Reale. Il lunedì sera dirò su facebook di guardarsi il film di Sergio Leone, sperando di attrarre il pubblico giovane su Rete 4. Non so perché ma il cinema di Leone viene snobbato nelle università italiane ed è strano visto che è uno che ha rivoluzionato il mondo del cinema italiano. Adesso che Uva, un professore del DAMS, sta scrivendo un libro su Sergio Leone qualcosa cambi. C'è lui che chiede a tutti se vogliono fare una tesi su Sergio Leone, magari la condizione degli ebrei in C'era una volta in America, ma quasi tutti rifiutano. Se avessi chiesto la tesi a lui, avrebbe fatto salti di gioia. Chissà, adesso che sta scrivendo un libro su Leone, magari all'università ci sarà un corso di Leone, io ci spero, ma ne dubito. Intanto, in autunno - inverno avevo questo progetto, finita ovviamente la tesi, di fare un video dove spiego il cinema attraverso l'analisi di alcune sequenze dei film di Leone. Il mio scopo è quello di diffondere il cinema di Leone a tutti i giovani della mia generazione. Il video sarà poi messo su youtube affinché possa essere visto da tutti. Avevo già in mente il titolo: Lezione di cinema con Sergio Leone.

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