martedì 15 maggio 2012

Per un pugno di Leone: Per qualche dollaro in più

E' il momento di parlare di Per qualche dollaro in più, secondo capitolo della Trilogia del dollaro. Ho notato che sono davvero prolisso quando scrivo i post, ma quando parlo di Sergio Leone, il mio regista preferito, ho voglia di dire tante cose. Per non dilungarmi troppo cercherò di dire solo le cose importanti. Ho visto alla fine è che mi rompo a scrivere post lunghissimi e alla fine vi romperete anche voi vi romperete a leggere questi post lunghissimi. Ma, poi alla fine chi cazzo se lo legge questo blog. Mi sa che dopo la rubrica, Per un pugno di Leone, farò una pausa su questo blog, anche perché alla fine nessuno se lo legge questo cazzo di blog e a me non va proprio di scrivere, si lo so, sono un pigro. Allora, cominciamo a parlare di questo film.

In Per qualche dollaro in più ritroviamo il protagonista di Per un pugno di dollari. Qui il personaggio interpretato da Clint Eastwood è un bounty killer ossia un cacciatore di taglie e si fa chiamare il Monco. Questo bounty killer deve catturare El Indio, interpretato da Gian Maria Volonté, su cui pende una grossa taglia, ma anche il colonnello Mortimer, che ha il volto di Lee Van Cleef, un altro bounty killer, è alla ricerca dello stesso bandito, non per i soldi, ma per la vendetta.

I titoli di testa di questo film sono geniali perché vengono sparati e sono perfetti per un film western, no?



Per qualche dollaro in più è meglio assai del primo. Il secondo capitolo della Trilogia del dollaro è più poetico. Questo è dato sopratutto dalle musiche di Ennio Morricone. I film di Sergio Leone erano composti dal 40% dalle musiche. Il personaggio del Monco viene quasi sempre accompagnato da quel leitmotiv che è un leggero suono di flauto che si sentiva anche nel primo film di Sergio Leone. Ricorre anche il carillon dell'orologio. Quel carillon è il centro di storia. L'orologio è un simbolo del passato sia per El Indio sia per il colonnello Mortimer ed è un simbolo di malincolonia.



E' sarà proprio il carillon dell'orologio a sottolineare in questo film la dilatazione del tempo, tipica di Leone. Pensiamo al duello finale tra il colonello Mortimer ed El Indio, mentre il Monco fa da spettatore. Quando finisce la musica del carillon, si deve estrarre la pistola, cosa che El Indio fa per mettere in ansia il proprio avversario. Interessante, come la musica diegetica del carillon va piano a piano diventare extradiegetica per ritornare poi di nuovo diegetica.



Il finale è proprio poetico. Lo scambio di battute tra i due bounty killer ci fa pensare a una malinconia che pervade per tutto il film, reso soprattutto dal primissimo piano di Lee Van Cleef. E' la nostra società? Gli chiede il Monco. Un'altra volta. Gli risponde il colonnello Mortimer. Quest'ultimo che se ne va verso il tramonto e intravediamo solo sua ombra, il che ci fa pensare a un finale chapliniano.

La versione che è stata mandata ieri su Rete 4 è quella restaurata dalla Cineteca di Bologna con la collaborazione di Sky Cinema. Wow. Hanno fatto un'ottimo lavoro quelli che hanno restaurato Per qualche dollaro in più. Hanno riportato il colore originale del film. In questo video spiegano come hanno restaurato il film di Leone e sentite cosa dicono a proposito di Lee Van Cleef. Dobbiamo ringraziare Rete 4 per averci fatto questo regalo.



El Indio: Quando la musica finisce, raccogli la pistola e cerca di sparare.

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